Il Prof. Pantoni del DIBIC, Presidente Eletto della Associazione Italiana Ictus, lo scorso 15 aprile ha presentato in una conferenza stampa al Senato italiano, insieme a eminenti colleghi neurologi, lo «Stroke Action Plan Italia. L’Ictus e il suo impatto: un percorso tra prevenzione, acuzie e sequele»: un piano di intervento a più livelli per implementare e migliorare la prevenzione, la cura e la riabilitazione dell'ictus in Italia.
In Italia ogni anno 100mila persone vengono colpite da ictus, ma ad accedere alle Stroke Unit (unità dedicate al trattamento di questa patologia) sono solo tra il 50 e il 70%, con conseguenze su sopravvivenza, tempi di intervento terapeutico e compromissione della funzionalità. Una situazione su cui è necessario intervenire immediatamente, come messo in evidenza dalla Associazione Italiana Ictus, che dal 2024 lavora allo Stroke Action Plan for Italy (SAP-I), versione italiana del riferimento europeo (Stroke Action Plan for Europe).
Tra gli obiettivi da raggiungere entro il 2030:
- riduzione del 10% degli ictus (con attività di prevenzione mirate)
- possibilità di ricovero nelle unità dedicate per almeno il 90% delle persone colpite
La Stroke Alliance for Europe ha stimato in 60 miliardi di euro l’impatto economico dell’ictus nell’Unione europea, con una previsione di aumento fino a 86 miliardi nel 2040.
«In almeno il 50% dei pazienti dopo l’evento acuto si hanno conseguenze sulle funzioni cognitive, che richiedono supporto e riabilitazione specifica, a cui però in pochi hanno accesso, a causa della scarsità di strutture e di informazione da parte dei clinici sull’opportunità di intraprendere questi percorsi». Ha spiegato il Prof. Pantoni. «Con il SAP-I vogliamo intervenire anche sulla promozione di programmi riabilitativi che tengano conto delle necessità specifiche di ogni persona e che le accolgano in maniera omogenea in tutto il Paese».